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Con l’accordo unanime
di tutto l’arco parlamentare italiano, nel 2000 è stata
approvata la Legge dello Stato n° 211 con la quale è istituito
il Giorno della Memoria, la cui ricorrenza è fatta
cadere ogni 27 gennaio, nella stessa data in cui – nel
1945 – vennero aperti i cancelli di Auschwitz e fu
posto fine ad uno degli orrori più grandi che
la mente umana abbia mai concepito. |
Si
ricorda così la Shoah (“Catastrofe”, “Distruzione”);
non un ricordo sterile, ma di monito affinché orrori
simili non si ripetano più.
Gli ebrei triturati dalla soluzione finale furono quasi sei
milioni, ma la cifra è tragicamente approssimativa;
per difetto. Una ecatombe programmata dal genio del male,
che ha operato con una precisione premeditata e chirurgica.
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In
Italia la comunità ebraica
era formata da 53.000 persone nel 1922; nel 1943
erano scese a 30.000. Vennero deportati circa 8.500 ebrei
e 7.500 non tornarono mai indietro.
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Per il
Giorno della Memoria è organizzata
una vasta serie di iniziative da parte delle istituzioni
pubbliche e private, iniziative che constano in dibattiti
e convegni, film e documentari, presentazioni di libri
e concerti, dove è costruito un dialogo fatto
di ricordi e riflessioni. |
E’ tracciato
filo che responsabilizza tutti noi di fronte al passato
e ci fa portatori di un testimone
importante per il presente ed il futuro.
Attraverso la conoscenza e il ricordo di ciò che è stato è possibile
e doveroso edificare il nostro agire quotidiano nella consapevolezza e nel
rispetto della nostra storia. |