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Distinzione
tra animali permessi e proibiti: sono lecite le
carni di quei quadrupedi che hanno l'unghia fessa
e che ruminino (come il vitello, ma non il maiale
o il coniglio). I volatili sono quasi tutti leciti,
salvo i rapaci, proibiti probabilmente per il loro
contatto con il sangue delle prede. Sono illeciti
tutti quegli animali che strisciano o hanno contatto
stretto con il suolo, come il topo, il serpente,
le lucertole e gli insetti, tranne alcuni tipi
di cavallette permessi in particolari zone. Per
quanto riguarda gli animali acquatici, si possono
mangiare tutti quelli che hanno pinne e squame:
sono quindi proibiti i molluschi, i crostacei,
i frutti di mare e i pesci di dubbia conformazione,
come la coda di rospo, che non presenta squame,
o l'anguilla.
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Macellazione
rituale degli animali permessi: è la cosiddetta
shechitah. Colui che esercita il mestiere di macellaio
rituale, lo schochet, deve avere la competenza
per farlo, deve cioè conoscere approfonditamente
le regole ed essere dotato della licenza fornita
dai rabbini. La macellazione ebraica prevede uccisione
dell'animale con un solo taglio alla gola eseguito
con un coltello affilatissimo, in modo da provocarne
l'immediata morte e il completo dissanguamento.
Successivamente vengono esaminati gli organi interni
dell'animale per controllare che non ci siano difetti
o tracce di malattia che lo rendano impuro: questa
operazione si chiama bediqat, controllo. Ogni animale
non macellato secondo le regole è automaticamente
impuro, illecito.
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Divieto di consumare
il sangue: oltre che testimone attraverso il sacrificio
del patto tra D-o e il popolo d'Israele, il sangue
contiene il segreto della vita ed è quindi
patrimonio esclusiva del Creatore. Affinchè venga
spurgato tutto il sangue rimasto dopo la macellazione
rituale, sono prescritte la salatura delle carni,
per non meno di venti minuti e non più di
un'ora, e la scottatura del fegato.
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Divieto di consumare
alcune parti di grasso: un tempo queste parti erano
riservate al culto al Tempio di Gerusalemme.
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Divieto di mangiare
il nervo sciatico: si vuole in questo modo ricordare
l'episodio biblico di Giacobbe che uscì azzoppato
dalla lotta con l'angelo. Dopo questo evento Giacobbe
fu chiamato Israele, ovvero "colui che lotta
con D-o".
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Divieto di mangiare
parti tratte da animali vivi.
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Divieto di mangiare
un animale permesso e macellato ritualmente qualora
presenti malattie o difetti fisici.
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Divieto di mescolare
carne e latticini nello stesso pasto: la Torah
in ben tre passi raccomanda di non cuocere "il
capretto nel latte di sua madre". Partendo
da questa norma, la tradizione rabbinica ha proibito
la commistione nello stesso pasto di latte (o dei
suoi derivati) e carne di qualunque animale; per
questo gli ebrei osservanti hanno due servizi di
piatti e stoviglie diversi, scomparti distinti
in frigorifero, addirittura lavelli, spugne e lavastoviglie
separati.
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