Posto a destra della
porta Nuova, fuori della antica Porta del Leone,
in corrispondenza e quasi in prosecuzione del Camposanto
monumentale cristiano, il cimitero ebraico di Pisa è uno
dei più antichi luoghi di sepoltura ebraici
del mondo. Utilizzato dal 1674, l'attuale cimitero è stato
preceduto da almeno altri tre cimiteri ebraici, tutti
ubicati all'esterno delle mura occidentali di Pisa.
Del
più antico,
duecentesco, restano tracce epigrafiche sulle mura
alla destra della Porta Nuova. Si ritiene che alcune
persone, forse più povere, venissero seppellite
ai piedi delle mura e che in corrispondenza del luogo
di sepoltura si incidessero i loro nomi sulla pietra.
A conferma di ciò, bisogna ricordare che tutte
le iscrizioni si trovano sulla faccia esterna delle
mura, più o meno alla stessa altezza.
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Ad un tumulum iudeorum, che doveva
trovarsi sei o settecento metri più a sud
dell'attuale cimitero e del tratto di mura con le
iscrizioni ebraiche (all'incirca nella zona dove
attualmente sono gli Istituti Chimici), fa invece
riferimento un documento del 1330; non sappiamo se
questo secondo cimitero sia quello, posto ai Lecci
nei pressi della Cittadella, più volte citato,
nel XV e nel XVI secolo, tra le proprietà della
famiglia dei banchieri da Pisa.
Nell'estimo
del 1618 ed in quello del 1622 compare un campo delli
Ebrei situato a sinistra dell'uscita della Porta
Nuova, stretto tra le mura e il fosso.
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L'uso di questo luogo di sepoltura, che pare
fosse iniziato nei primi anni del XVII secolo,
non ebbe
però lunga
durata; nel 1674 il Granduca Ferdinando II richiese
infatti il terreno alla Comunità Ebraica per
includerlo nella bandita di caccia e di ripopolamento
che aveva deciso di ricostituire lungo le mura occidentali
della città, quella Fagianaia, dove sorgono
oggi alcuni edifici dell'Ospedale. Alla Comunità venne
concesso in cambio il terreno nei pressi della
Porta Nuova, dove tuttora si trova il cimitero
ebraico.
Qui nel 1892 furono trasferite alcune pietre
sepolcrali seicentesche. Oltre che dal punto di vista religioso,
il cimitero ebraico di Pisa è particolarmente interessante
come documento storico: esso riflette infatti quasi
quattro secoli di vita dell'insediamento ebraico pisano.
Per il XVII ed il XVIII secolo gli inumati sono per
lo più ebrei di origine spagnola e portoghese;
la maggior parte della popolazione ebraica residente
a Pisa era infatti in quell'epoca costituita dai discendenti
degli ebrei espulsi dalla penisola iberica a partire
dal 1492.
Solo alla fine del '700, a seguito
di una notevole immigrazione di ebrei provenienti
da Roma, da Ancona
e dalle Marche, da Firenze, da Ferrara, il cimitero
si caratterizza come italiano. Queste testimonianze
sepolcrali si allargano ulteriormente per il XIX e
il XX secolo, quando il cimitero ebraico pisano accolse
le salme di alcuni dei numerosissimi ebrei che dall'Europa
centro-orientale raggiungevano la città tirrenica
per motivi di studio o di turismo. A questi bisogna
aggiungere i non rari casi di ebrei che, attratti da
un luogo sepolcrale inserito in un contesto di grande
monumentalità, hanno scelto di essere inumati
a pisa. pur essendo venuti a morte in diverse città italiane
ed estere.
Nel cimitero sono inoltre presenti le tombe dei soldati
ebrei caduti nel corso della prima guerra mondiale
e, soprattutto, degli ebrei vittime della violenza
fascista, degli eccidi tedeschi e delle persecuzioni
nazifasciste. I nomi di coloro che furono deportati
e scomparvero nei campi di sterminio, sono ricordati
anche da una lapide posta sul muro della cappella mortuaria
che si trova al centro del cimitero.
Dal punto di vista dei manufatti e del loro valore
artistico il cimitero ebraico di Pisa presenta uno
straordinario ventaglio di testimonianze: dai tumuli
a forma di parallelepipedo trapezoidale di tradizione
ebraica e dalle steli rotondeggianti, sempre di tradizione
iberica, del XVII e XVIII secolo, ai monumenti stile
Impero del primo Ottocento; dai tabernacoli gotici
del pieno Ottocento, agli stili Liberty e Umbertino
della fine del XIX secolo e primo Novecento.
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